I ragazzi conoscono ancora lo sport? Una riflessione dal Vovinam Junior Camp 2026
Sempre più bambini conoscono solo il proprio sport
Durante il Vovinam Junior Camp 2026, una settimana intensa trascorsa insieme a bambini e ragazzi dagli 8 ai 16 anni, ho avuto modo di osservare una realtà che mi ha fatto riflettere profondamente.
Molti bambini tra gli 8 e i 12 anni sembrano non conoscere lo sport al di fuori della disciplina che praticano abitualmente.
Quando parlo di conoscenza dello sport non mi riferisco alla capacità di giocare bene o di competere ad alto livello. Mi riferisco alla conoscenza delle regole base, delle caratteristiche principali e delle dinamiche fondamentali delle discipline sportive più diffuse.
Molti ragazzi non sanno come si gioca a pallavolo. Non conoscono le regole elementari del basket. Non hanno mai provato la pallamano. Faticano a distinguere le principali discipline dell’atletica leggera.
Naturalmente il calcio rappresenta una parziale eccezione, grazie alla sua enorme presenza nei media, nei videogiochi e nelle conversazioni quotidiane.

Una volta si provava tutto, anche senza essere esperti
La situazione appare sorprendente soprattutto per chi è cresciuto qualche decennio fa.
Personalmente non posso definirmi un giocatore di basket. Nemmeno di calcio. A pallavolo mi diverto e partecipo quando capita, ma non mi considero certamente un esperto.
Eppure conosco le regole fondamentali di questi sport.
Le conosco perché durante gli anni della scuola ci venivano spiegate e, soprattutto, ci veniva data la possibilità di provarle.
Facevamo gare di atletica, partite di pallavolo, tornei scolastici e attività sportive di ogni genere. Nessuno pretendeva che fossimo bravi. L’obiettivo era conoscere, sperimentare e imparare.
Questo ci permetteva di sviluppare una vera cultura sportiva.

La scuola è davvero il problema?
La prima reazione potrebbe essere quella di attribuire la responsabilità alla scuola.
Tuttavia, parlando con diversi insegnanti di educazione fisica e osservando il loro lavoro, non credo che questa sia la spiegazione principale.
Molti docenti continuano a proporre attività differenti e cercano di avvicinare i ragazzi a numerose discipline sportive.
La domanda quindi diventa un’altra:
Perché molti giovani sembrano conoscere soltanto ciò che praticano direttamente?
Bambini e sport: cosa sta cambiando?
Probabilmente le cause sono molteplici.
Le famiglie hanno meno tempo a disposizione rispetto al passato. Le attività extrascolastiche sono spesso molto specializzate. I social network e i contenuti digitali catturano una parte crescente dell’attenzione dei ragazzi.
Ma c’è forse un altro elemento da considerare.
Molti bambini sembrano interessarsi esclusivamente a ciò che riguarda il loro mondo immediato. Se un argomento non è direttamente collegato alla loro attività preferita, spesso viene ignorato.
Questo atteggiamento rischia di limitare la curiosità e la voglia di sperimentare nuove esperienze.
L’esempio della vela
Durante il camp abbiamo proposto anche attività diverse rispetto alle normali lezioni di Vovinam.
Su circa cinquanta partecipanti, praticamente nessuno era mai salito su una barca a vela.
Certamente la vela non è uno sport facilmente accessibile a tutti, ma il dato resta significativo.
Una volta era più comune provare discipline diverse, anche solo per curiosità. Oggi molti ragazzi tendono a rimanere all’interno del proprio ambiente sportivo senza esplorare altre possibilità.
Perché è importante sviluppare una cultura sportiva
Conoscere lo sport non significa diventare campioni.
Significa sapere che esistono discipline differenti, comprenderne le regole essenziali e rispettare chi le pratica.
La cultura sportiva aiuta a sviluppare curiosità, capacità di adattamento, spirito di squadra e rispetto delle regole.
Sono competenze che accompagnano i giovani non soltanto nello sport, ma anche nella vita quotidiana.
Crescere sportivi significa crescere meglio
Come educatori, insegnanti, allenatori e genitori abbiamo una responsabilità importante.
Dobbiamo offrire ai ragazzi occasioni per conoscere discipline diverse. Dobbiamo permettere loro di correre, saltare, lanciare, nuotare, arrampicarsi, remare, giocare e sperimentare.
Non importa che diventino esperti in tutto.
Importa che abbiano la possibilità di scoprire.
Perché un bambino che conosce lo sport possiede più strumenti per crescere.
E perché, molto spesso, crescere sportivi significa anche crescere meglio.