Evoluzione del Vovinam: è davvero cambiato negli ultimi 40 anni?
22 Giugno 2026 by
Vittorio Cera
Il Vovinam è cambiato davvero?
Dopo quasi 38 anni di pratica, una domanda continua ad accompagnarmi: quale è stata la reale evoluzone del Vovinam nel corso del tempo?
In quasi quattro decenni ho avuto la possibilità di osservare l’evoluzione della nostra arte marziale da prospettive diverse: come allievo, come insegnante, come dirigente federale e come praticante che ha avuto la fortuna di allenarsi sia in Europa sia in Vietnam.
Ho visto grandi progressi, nuove metodologie di insegnamento e una diffusione mondiale che negli anni ’80 e ’90 sarebbe stata difficile da immaginare. Allo stesso tempo ho assistito a interpretazioni, modifiche e cambiamenti che non sempre hanno trovato una reale giustificazione tecnica o storica.
Adattarsi non significa accettare tutto
Uno dei principi fondamentali del Vovinam è la capacità di adattarsi.
Adattarsi, però, non significa accettare passivamente qualsiasi cambiamento. Significa studiare, comprendere, confrontarsi e contribuire alla crescita dell’arte marziale con spirito costruttivo.
Quando qualcosa non ci convince, il compito del praticante non è rifiutarlo a priori, ma comprenderne le motivazioni e, se necessario, partecipare al dibattito portando la propria esperienza.
Esiste un solo Vovinam
Negli anni ho sentito spesso parlare di “diversi Vovinam”.
In realtà esiste un solo Vovinam.
Possono esistere federazioni differenti, organizzazioni diverse e gruppi di lavoro autonomi, ma l’arte marziale fondata dal Gran Maestro Nguyen Loc rimane una sola.
L’evoluzione del Vovinam riguarda l’intera comunità internazionale e non può essere il risultato delle scelte individuali di un singolo insegnante o di una singola organizzazione.
Il mio primo viaggio in Vietnam
Nel 1999 ebbi la possibilità di allenarmi per la prima volta in Vietnam, la terra dove il Vovinam è nato e si è sviluppato.
Conservo ancora oggi numerosi video di quegli allenamenti e rappresentano per me una testimonianza preziosa dell’evoluzione tecnica della disciplina.
In quegli anni sentivo spesso affermare che in Vietnam le tecniche cambiavano continuamente e che, per questo motivo, fosse necessario mantenere una linea di lavoro indipendente in Europa.
Sembrava una spiegazione plausibile.
La realtà che ho trovato sul posto era però molto diversa.
Il programma tecnico del Vovinam è rimasto sorprendentemente stabile
Riguardando oggi i video realizzati nel 1999, noto che molti Quyen vengono eseguiti esattamente come vengono praticati oggi.
Non mi riferisco ai piccoli dettagli esecutivi, che possono variare da insegnante a insegnante, ma alla struttura tecnica, alle direzioni, ai principi e alla logica delle forme.
Lo stesso vale osservando le competizioni svolte in Vietnam negli anni ’90.
Il programma tecnico fondamentale del Vovinam è rimasto sostanzialmente invariato.
Sono cambiati i metodi di allenamento, il livello di approfondimento e gli strumenti didattici, ma il cuore della disciplina è rimasto fedele alle sue origini.
Quando le modifiche non arrivano dal Vietnam
Nel corso degli anni alcune tecniche, Quyen e Song Luyen sono stati modificati o reinterpretati in modo significativo in alcune realtà.
Spesso queste differenze sono state attribuite a presunti cambiamenti provenienti dal Vietnam.
La mia esperienza personale mi porta invece a una conclusione diversa.
Molte variazioni sono nate localmente, talvolta per dimenticanze, altre volte per interpretazioni personali e, in alcuni casi, per vere e proprie rielaborazioni tecniche.
Dimenticare un dettaglio può capitare a chiunque. Nessuno è una macchina.
Diverso è modificare strutturalmente una tecnica e attribuire poi tale modifica a una presunta evoluzione ufficiale che, nella realtà, non esiste.
Evoluzione sì, ma condivisa
Il Vovinam continua a evolversi e deve continuare a farlo.
L’evoluzione è necessaria per mantenere viva qualsiasi arte marziale.
Tuttavia, i cambiamenti devono essere condivisi, discussi e approvati dalla comunità internazionale del Vovinam, nel rispetto della sua storia e della sua identità.
Le modifiche ufficiali non possono essere il risultato di iniziative individuali, ma devono nascere da un confronto aperto tra i responsabili tecnici e le istituzioni che rappresentano il Vovinam nel mondo.
Come vedo la vera evoluzione del Vovinam
Quando parlo di evoluzione del Vovinam, non penso principalmente alle tecniche o ai programmi.
La più grande evoluzione che ho avuto la fortuna di osservare in questi quasi quarant’anni è stata la capacità del Vovinam di diventare un’arte marziale aperta al mondo.
Quando iniziai a praticare, sarebbe stato difficile immaginare una diffusione così ampia. Oggi il Vovinam è presente in decine di nazioni e continua a crescere anche in paesi dove, teoricamente, sembrava impossibile trovare spazio. Penso ad altri paesi asiatici che possiedono già una propria tradizione marziale consolidata e che, nonostante questo, hanno accolto e sviluppato il Vovinam.
Questa è una delle più grandi vittorie della nostra disciplina.
Allo stesso tempo ho assistito a un importante miglioramento nella qualità dell’insegnamento. Il Vovinam non impone un metodo unico per insegnare. Ogni maestro applica il proprio approccio e la propria esperienza. Tuttavia, negli ultimi anni il Vietnam ha sviluppato metodologie didattiche sempre più efficaci e moderne, soprattutto nella progressione dell’apprendimento e nella capacità di rendere comprensibili concetti complessi.
Personalmente ho fatto miei molti di questi dettagli, integrandoli nel mio modo di insegnare.
La mia unica preoccupazione riguarda il rischio che il Vovinam diventi eccessivamente orientato allo sport.
Non temo la parola “sport”. Sono uno sportivo e considero la competizione uno degli strumenti che hanno permesso al Vovinam di diffondersi nel mondo, crescere e raggiungere realtà che un tempo sembravano irraggiungibili.
Temo però che, in futuro, l’aspetto sportivo possa prendere il sopravvento sulla tradizione.
Il Vovinam è e deve rimanere un’arte marziale. Possiede una storia, una cultura, una filosofia e un patrimonio tecnico che vanno oltre la vittoria di una medaglia o il risultato di una gara.
La competizione rappresenta uno straordinario mezzo di crescita personale e di diffusione internazionale, ma non deve diventare il fine ultimo della pratica.
Dobbiamo continuare a studiare il Vovinam come una disciplina capace di formare il corpo e la mente, mantenendo vive le radici, le tradizioni e i valori che il Maestro Fondatore ci ha lasciato.
Le medaglie passano. La crescita personale e il patrimonio culturale di un’arte marziale restano.
Custodire l’eredità del Vovinam
Il Vovinam non appartiene a nessuno di noi.
Noi siamo soltanto custodi temporanei di un patrimonio che abbiamo ricevuto da chi ci ha preceduto e che abbiamo il dovere di trasmettere alle generazioni future.
Il Vovinam fondato dal Gran Maestro Nguyen Loc e sviluppato dal Patriarca Le Sang è arrivato fino ai giorni nostri grazie al lavoro e alla dedizione di migliaia di maestri e praticanti.
Possiamo studiarlo, approfondirlo e contribuire alla sua crescita.
Ma non possiamo trasformarlo in uno stile personale continuando a chiamarlo Vovinam.
Conclusioni
Dopo quasi quarant’anni di pratica, una convinzione è diventata sempre più forte: il Vovinam è cambiato molto meno di quanto spesso si racconti.
Ciò che è realmente cambiato è il modo in cui lo insegniamo, lo studiamo e lo trasmettiamo.
Per questo motivo è fondamentale continuare a confrontarsi, studiare le fonti, osservare la storia della disciplina e mantenere vivo il legame con le sue radici.
Solo così il Vovinam potrà continuare a evolversi senza perdere la propria identità.
Buona pratica.
